LA STORIA DELLO IAL

I passaggi essenziali della storia dello IAL e i cambiamenti maturati in un periodo di straordinaria trasformazione del nostro Paese.

Già nella relazione al 1° Congresso nazionale della L.C.G.I.L. (Roma, 4-7 novembre 1949), Giulio Pastore poneva all'assemblea dei delegati la questione, allora nuova per il sindacato italiano, dell'istruzione professionale, della qualificazione e della specializzazione dei lavoratori adulti e degli apprendisti, indicandola come "un campo nel quale il sindacato deve poter dire la sua parola ed esercitare anche una esplicita funzione di iniziativa, come già avviene nei Paesi ove la organizzazione sindacale ha più progredito."

E questa "esplicita funzione di iniziativa" si è concretizzata, nel 1955, nella costituzione dello IAL, l'ente della Cisl per la Formazione, la qualificazione e l'aggiornamento Professionale, Culturale e Sociale dei lavoratori, giovani ed adulti.

Allora emergeva forte la necessità di "arrivare in questo campo a situazioni definite, anche per porre un argine al preoccupante impoverirsi della qualificazione nella nostra mano d'opera, e consentire nello stesso tempo il riaprirsi di un indispensabile sbocco ai giovani figli di lavoratori" attraverso una istruzione professionale finalizzata specificamente ad obiettivi di "primo addestramento, di qualificazione, di specializzazione e di perfezionamento [...] a favore degli apprendisti e dei lavoratori adulti" e già allora ipotizzata a livello "aziendale, interaziendale ed extra aziendale."

Da questi passaggi maturati in un periodo storico di trasformazione straordinaria del Paese, emergono con chiarezza i tratti distintivi dello IAL e le coordinate che ancora ne accompagnano il cammino:

·         il lavoro, la qualità del lavoro, sono e restano al centro del nostro agire, nei suoi valori di autonomia, dignità e libertà. Come tali costituiscono la sfida prioritaria per il sindacato che attraverso l'azione contrattuale e concertativa ne interpreta e ne riafferma la insostituibile funzione di veicolo di cittadinanza e di partecipazione posto a fondamento del nostro patto costituzionale.

·         la formazione buona è solo quella che mette al centro la persona, quella che parla il linguaggio della promozione, della tutela, della cittadinanza, che cerca di tradurre i vincoli in opportunità. È quella che contrasta "le povertà" sostenendo e alimentando i talenti di cui ciascuno è portatore, dentro un progetto più ampio di sviluppo della capacità complessiva delle persone di cercare di essere protagoniste del proprio destino, di utilizzare tutte le risorse cui è possibile avere accesso, di compiere scelte efficaci, con la maggiore consapevolezza possibile delle conseguenze che ne possono derivare per sé e per la società.

Nel corso degli anni, la missione originaria dello IAL si è declinata adattandosi all'evoluzione dell'economia e della società, ai ritmi e ai caratteri dello sviluppo industriale, all'evoluzione del mondo del sapere e del lavoro, alle istanze dei lavoratori e dei giovani. Abbiamo assistito ad una traslazione da un modello di mercato standardizzato, settorializzato, centralizzato ad un altro specializzato, trasversale/flessibile, decentrato/destrutturato nel tempo e nello spazio.

E in questa direzione sono cambiati e stanno cambiando i bisogni dei lavoratori e dei giovani.

Bisogni reali cui occorrono risposte reali e personalizzate. In termini di servizi di orientamento formativo e professionale e di incontro domanda-offerta, di percorsi di formazione al lavoro e sul lavoro, di qualificazione, riqualificazione e riconversione professionale, di aggiornamento per profili e competenze specialistiche, anche elevate, fruibili anche attraverso modalità e-learning.

Fin da quando lo IAL era solo un "istituto", la nostra mission è stata una formazione efficace, aperta, di qualità, per le persone. Di fronte alle attuali sfide, ripartire dalle persone e dal lavoro impone una più forte capacità di leggere le tutele con logiche di innovazione, di allestire una rete di servizi per la formazione ed il lavoro con l'efficienza e l'efficacia del "mercato", ma al tempo stesso richiede una reale adesione ai valori della solidarietà e l'attenzione alla coesione sociale propria dell'azione sindacale.

Oggi ripartiamo come impresa sociale, riconsegnando al nostro nome - Innovazione, Apprendimento, Lavoro - tutto il senso della nostra missione, l'orgoglio della nostra storia, il capitale esperienziale e professionale maturato, grazie alla diffusa presenza sul territorio nazionale e in importanti aree d'Europa, ai qualificati partenariati e collaborazioni con il mondo delle imprese, con il sistema universitario e della ricerca, anche internazionali.